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Videomessaggio del Santo Padre in occasione dell'“Ankawa Youth Meeting” [Erbil, Iraq, 8-11 luglio 2026] (8 luglio 2026)

Data: Wed, 08 Jul 2026 17:15:00 +0200 leggi alla fonte

Cari giovani amici,

è un piacere per me salutare tutti voi che state partecipando all’Ankawa Youth Meeting nell’Arcieparchia di Erbil.
Siete venuti da diverse parti dell’Iraq per riunirvi in un clima di fede e di comunione, e prego perché questa sia per tutti voi un’occasione per crescere nell’amicizia con Gesù e tra di voi.
La gioventù è un periodo della vita caratterizzato dal desiderio di compiere grandi cose e di fare una differenza nel mondo.
A tale riguardo, sono lieto di apprendere che il tema scelto per il vostro incontro di quest’anno sia la missione.
La Chiesa ha la missione fondamentale di servire il mondo diffondendo la luce di Cristo (cfr.
Gv 8, 12) e portando gli uomini e le donne in comunione con Dio.
Voi partecipate a questa missione e conto su di voi perché aiutiate a plasmare la Chiesa — e il mondo — negli anni a venire.
Come ho già detto in passato, i giovani non sono solo il futuro della Chiesa, ma anche il suo presente.

Non è sempre facile essere una luce nel mondo (cfr.
Mt 5, 13).
Di fatto, al presente siete chiamati a irradiare questa luce in una situazione spesso segnata da guerra e instabilità.
Il Signore ha riposto grande fiducia in voi affidandovi questa missione, e anch’io confido molto in tutti voi.
Dovete essere la luce di Cristo in mezzo a un’oscurità che, talvolta, può apparire soverchiante.
Non abbiate paura! E non pensate di essere soli in questo compito.
Io sono con voi; la Chiesa è con voi.
Riponete la vostra fiducia in Gesù; ascoltateLo nella preghiera e attraverso la guida di altri, e permetteteGli di guidarvi.

La luce è essenziale per la vita in molti modi, e vorrei menzionarne tre che possono aiutare a guidarvi in questa missione.
Anzitutto, la luce è necessaria per vedere, il che ci ricorda il dono della fede.
La fede in Dio non è un meccanismo per affrontare le difficoltà della vita.
Piuttosto, è riconoscere la realtà e vivere nella verità, imparando a vedere il mondo, gli altri e noi stessi come fa Dio.
Esige che percorriamo la vita con i cuori e gli occhi fissi sulla nostra vera patria (cfr.
Eb 11, 14), sapendo che Dio è con noi anche se non possiamo vederlo.
Il modo in cui vivete deve inoltre dare testimonianza della vostra fede, così che gli altri possano vedere in voi la verità e il significato che anche loro desiderano e arrivare così a partecipare della stessa luce.

La seconda caratteristica della luce è di dare calore, che simboleggia l’amore.
Per essere luce per il mondo, prima dobbiamo partecipare della luce e della vita di Cristo.
Per partecipare alla missione, prima dobbiamo scoprire una relazione viva con Dio.
Dobbiamo imparare a conoscerlo.
Aprendoci al suo amore trasformativo, riceviamo la grazia necessaria per seguire Gesù e abbracciare la vita che ci chiama a vivere.
Per questo è così importante trascorrere ogni giorno del tempo in preghiera e avvicinarsi a Dio attraverso i sacramenti, specialmente la Confessione e l’Eucaristia.
Radicate i vostri cuori nel solido fondamento dell’amore di Dio per voi; scoprite il cuore di Cristo e non abbiate paura di costruire la vostra vita su di Lui (cfr.
1 Gv 4, 16).
Così facendo, non solo potrete realizzarvi come desiderate, ma riuscirete anche a condividere il calore dell’amore di Dio e il potere riconciliante della sua grazia con le persone intorno a voi.

Infine, la luce è necessaria alla crescita e alla nuova vita ed è un’immagine di speranza.
Radicati nella carità, siete chiamati in modo particolare a essere operatori di pace, a unire le persone intorno a voi e a istillare negli altri la speranza di un futuro caratterizzato da pace duratura.
Forse non riuscirete a controllare la vostra situazione o le sfide che sarete chiamati ad affrontare, ma potrete sempre scegliere di permettere alla pace di Cristo di regnare nei vostri cuori (cfr.
Col 3, 15).
La virtù della speranza ci ispira a guardare verso il cielo.
Questo non significa dimenticare il mondo, ma avere la fiducia per condividere con esso la pace e la vita che viene da Cristo, la cui luce illumina la Nuova Gerusalemme (cfr.
Ap 21, 23).

Cari giovani, non dubitate mai della bontà di Dio, e non abbiate paura del disegno che il Signore ha per ognuna delle vostre vite.
Anche il profeta Geremia ha dovuto affrontare momenti difficili, e lui testimonia che i progetti del Signore sono “di pace e non di sventura, per concedervi un futuro pieno di speranza” (Ger 29, 11).
Affidando ognuno di voi alla protezione materna e alla guida di Maria, Madre della Chiesa, prego perché in questi giorni di rinnovamento spirituale possiate scoprire in Lei il vero modello di una vita interamente affidata alla grazia di Dio.

E vi benedica Dio Onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo.
Amen.

____________________________

L'Osservatore Romano, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n.
154, giovedì 9 luglio 2026, p.
2.

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