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Ve 5 Mar : Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 21,33-43.45-46.
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In quel tempo, Gesù disse ai principi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un'altra parabola: C'era un padrone che piantò una vigna e la circondò con una siepe, vi scavò un frantoio, vi costruì una torre, poi l'affidò a dei vignaioli e se ne andò.

Quando fu il tempo dei frutti, mandò i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto.

Ma quei vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono, l'altro lo uccisero, l'altro lo lapidarono.

Di nuovo mandò altri servi più numerosi dei primi, ma quelli si comportarono nello stesso modo.

Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto di mio figlio! Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra sé: Costui è l'erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l'eredità.

E, presolo, lo cacciarono fuori della vigna e l'uccisero.

Quando dunque verrà il padrone della vigna che farà a quei vignaioli? ».

Gli rispondono: «Farà morire miseramente quei malvagi e darà la vigna ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo».

E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d'angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri? Perciò io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare.» Udite queste parabole, i sommi sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro e cercavano di catturarlo. Ma avevano paura della folla che lo considerava un profeta.

Videomessaggio del Santo Padre prima del Viaggio Apostolico in Iraq (4 Mar 2021)
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VIDEOMESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
PRIMA DEL VIAGGIO APOSTOLICO IN IRAQ

[5-8 marzo 2021]

[Multimedia]


 

Cari fratelli e sorelle in Iraq, assalam lakum! [pace a voi!]

Tra pochi giorni finalmente sarò tra voi! Desidero tanto incontrarvi, vedere i vostri volti, visitare la vostra terra, antica e straordinaria culla di civiltà.

Vengo come pellegrino, come pellegrino penitente per implorare dal Signore perdono e riconciliazione dopo anni di guerra e di terrorismo, per chiedere a Dio la consolazione dei cuori e la guarigione delle ferite.

E giungo tra voi come pellegrino di pace, a ripetere: «Voi siete tutti fratelli» (Mt 23,8).

Sì, vengo come pellegrino di pace in cerca di fraternità, animato dal desiderio di pregare insieme e di camminare insieme, anche con i fratelli e le sorelle di altre tradizioni religiose, nel segno del padre Abramo, che riunisce in un’unica famiglia musulmani, ebrei e cristiani.

Cari fratelli e sorelle cristiani, che avete testimoniato la fede in Gesù in mezzo a prove durissime, attendo con trepidazione di vedervi.

Sono onorato di incontrare una Chiesa martire: grazie per la vostra testimonianza! I tanti, troppi martiri che avete conosciuto ci aiutino a perseverare nella forza umile dell’amore.

Avete ancora negli occhi le immagini di case distrutte e di chiese profanate, e nel cuore le ferite di affetti lasciati e di abitazioni abbandonate.

Vorrei portarvi la carezza affettuosa di tutta la Chiesa, che è vicina a voi e al martoriato Medio Oriente e vi incoraggia ad andare avanti.

Alle terribili sofferenze che avete provato e che tanto mi addolorano, non permettiamo di prevalere.

Non arrendiamoci davanti al dilagare del male: le antiche sorgenti di sapienza delle vostre terre ci orientano altrove, a fare come Abramo che, pur lasciando tutto, non smarrì mai la speranza (cfr Rm 4,18); e fidandosi di Dio diede vita a una discendenza numerosa come le stelle del cielo.

Cari fratelli e sorelle, guardiamo le stelle.

Lì è la nostra promessa.

Cari fratelli e sorelle, ho tanto pensato a voi in questi anni, a voi che molto avete sofferto, ma non vi siete abbattuti.

A voi, cristiani, musulmani; a voi, popoli, come il popolo yazida, gli yazidi, che hanno sofferto tanto, tanto; tutti fratelli, tutti.

Ora vengo nella vostra terra benedetta e ferita come pellegrino di speranza.

Da voi, a Ninive, risuonò la profezia di Giona, che impedì la distruzione e portò una speranza nuova, la speranza di Dio.

Lasciamoci contagiare da questa speranza, che incoraggia a ricostruire e a ricominciare.

E in questi tempi duri di pandemia, aiutiamoci a rafforzare la fraternità, per edificare insieme un futuro di pace.

Insieme, fratelli e sorelle di ogni tradizione religiosa.

Da voi, millenni fa, Abramo incominciò il suo cammino.

Oggi sta a noi continuarlo, con lo stesso spirito, percorrendo insieme le vie della pace! Per questo su tutti voi invoco la pace e la benedizione dell’Altissimo.

E a tutti voi chiedo di fare lo stesso di Abramo: camminare nella speranza e mai lasciare di guardare le stelle.

E a tutti chiedo per favore di accompagnarmi con la preghiera.

Shukran! [Grazie!]

da Maria a Medjugorje
Messaggio del 25 Gennaio 2021 .
Cari figli! In questo tempo vi invito alla preghiera, al digiuno ed alla rinuncia affinché possiate essere più forti nella fede. Questo è tempo di risveglio e di rinascita. Come la natura che si dona anche voi figlioli, riflettete su quanto avete ricevuto. Siate portatori gioiosi della pace e dell'amore per star bene sulla terra. Anelate al Cielo perché nel Cielo non c'è né tristezza né odio. Perciò, figlioli, decidetevi di nuovo per la conversione e la santità regni nella vostra vita. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. ^

Messaggio del 25 agosto 2020 Cari figli! Questo è tempo di grazia. Sono con voi e vi invito di nuovo, figlioli: ritornate a Dio e alla preghiera affinché la preghiera diventi gioia per voi. Figlioli, non avrete né futuro né pace finché nella vostra vita non comincerete a vivere la conversione personale e il cambiamento nel bene. Il male cesserà e la pace regnerà nei vostri cuori e nel mondo. Perciò, figlioli, pregate, pregate, pregate. Sono con voi e intercedo presso mio Figlio Gesù per ciascuno di voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

I messaggi da Medjugorje

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