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Messaggi

da Vaticannews.va:


Rito ambrosiano

Da Evangelizo.org:

Ma 22 Set : Lettera di san Giacomo 3,1-12.
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Fratelli miei, non vi fate maestri in molti, sapendo che noi riceveremo un giudizio più severo, poiché tutti quanti manchiamo in molte cose.

Se uno non manca nel parlare, è un uomo perfetto, capace di tenere a freno anche tutto il corpo. Quando mettiamo il morso in bocca ai cavalli perché ci obbediscano, possiamo dirigere anche tutto il loro corpo. Ecco, anche le navi, benché siano così grandi e vengano spinte da venti gagliardi, sono guidate da un piccolissimo timone dovunque vuole chi le manovra. Così anche la lingua: è un piccolo membro e può vantarsi di grandi cose.

Vedete un piccolo fuoco quale grande foresta può incendiare! Anche la lingua è un fuoco, è il mondo dell'iniquità, vive inserita nelle nostre membra e contamina tutto il corpo e incendia il corso della vita, traendo la sua fiamma dalla Geenna. Infatti ogni sorta di bestie e di uccelli, di rettili e di esseri marini sono domati e sono stati domati dalla razza umana, ma la lingua nessun uomo la può domare: è un male ribelle, è piena di veleno mortale. Con essa benediciamo il Signore e Padre e con essa malediciamo gli uomini fatti a somiglianza di Dio. È dalla stessa bocca che esce benedizione e maledizione.

Non dev'essere così, fratelli miei! Forse la sorgente può far sgorgare dallo stesso getto acqua dolce e amara? Può forse, miei fratelli, un fico produrre olive o una vite produrre fichi? Neppure una sorgente salata può produrre acqua dolce.

Ma 22 Set : Salmi 39(38),2-3a.4-5.6c-7a.8.10.13.
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Ho detto: "Veglierò sulla mia condotta per non peccare con la mia lingua; porrò un freno alla mia bocca mentre l'empio mi sta dinanzi". Sono rimasto quieto in silenzio: tacevo privo di bene, la sua fortuna ha esasperato il mio dolore. Ardeva il cuore nel mio petto, al ripensarci è divampato il fuoco; allora ho parlato: "Rivelami, Signore, la mia fine; quale sia la misura dei miei giorni e saprò quanto è breve la mia vita". Vedi, in pochi palmi hai misurato i miei giorni e la mia esistenza davanti a te è un nulla.

Solo un soffio è ogni uomo che vive, come ombra è l'uomo che passa; solo un soffio che si agita, accumula ricchezze e non sa chi le raccolga. Ora, che attendo, Signore? In te la mia speranza. Sto in silenzio, non apro bocca, perché sei tu che agisci. Ascolta la mia preghiera, Signore, porgi l'orecchio al mio grido, non essere sordo alle mie lacrime, poiché io sono un forestiero, uno straniero come tutti i miei padri.

Ma 22 Set : Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 18,35-43.
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Mentre si avvicinava a Gerico, un cieco era seduto a mendicare lungo la strada. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli risposero: «Passa Gesù il Nazareno!». Allora incominciò a gridare: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo sgridavano, perché tacesse; ma lui continuava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù allora si fermò e ordinò che glielo conducessero.

Quando gli fu vicino, gli domandò: «Che vuoi che io faccia per te?».

Egli rispose: «Signore, che io riabbia la vista». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato». Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo lodando Dio.

E tutto il popolo, alla vista di ciò, diede lode a Dio.

Ma 22 Set : Santa Caterina da Siena
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Sembra che l'ineffabile carità di Dio ha provveduto alla fragilità e alla miseria dell'uomo; poiché, siccome l'uomo era sempre pronto e incline a offendere il creatore, Dio, per salvarlo, gli ha procurato un rimedio contro la sua infermità.

Il rimedio contro le nostre infermità non è altro che il fuoco dell'amore e questo amore non si spegne mai per noi.

L'anima lo riceve come rimedio quando ella guarda in se stessa il gonfalone della Croce, che vi è piantata; poiché noi fummo la pietra dove fu fissata e che tenne questa Croce, perché né chiodi né legno erano sufficienti a tenere il dolce Agnello senza macchia, se l'amore non l'avesse sorretto.

Quando l'anima guarda questo dolce e caro rimedio non deve cadere nella negligenza, ma deve levarsi con amore e desiderio e tendere le mani con odio verso se stessa, come fa il malato che odia la sua infermità e ama il rimedio che gli dà il medico.

(...) Leviamoci col fuoco di un ardente amore, con odio e umiltà profonda che ci darà la conoscenza del nostro nulla, e mettiamo le nostre infermità davanti al nostro medico, Cristo Gesù.

Stenda la mano per ricevere la medicina amara che ci è data.

Sì, la medicina che l'uomo riceve è molto spesso amara.

Sono le tenebre, le tentazioni, il turbamento dello spirito o altre tribolazioni che vengono da fuori; esse ci appaiono dapprima molto amare, ma se facciamo come il saggio malato esse saranno poi per noi di grande dolcezza, considerata la tenerezza del dolce Gesù che ce le dona e vedendo che non lo fa per cattiveria ma per amore, poiché non può volere che la nostra santificazione.

Lu 21 Set : Atti degli Apostoli 1,12-14.
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Allora ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in un sabato. Entrati in città salirono al piano superiore dove abitavano.

C'erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelòta e Giuda di Giacomo. Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui.

Lu 21 Set : Salmi 19(18),2-5.
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I cieli narrano la gloria di Dio, e l'opera delle sue mani annunzia il firmamento. Il giorno al giorno ne affida il messaggio e la notte alla notte ne trasmette notizia. Non è linguaggio e non sono parole, di cui non si oda il suono. Per tutta la terra si diffonde la loro voce e ai confini del mondo la loro parola.

Lu 21 Set : Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini 1,3-14.
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Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità, predestinandoci a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo, secondo il beneplacito della sua volontà.

E questo a lode e gloria della sua grazia, che ci ha dato nel suo Figlio diletto; nel quale abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia. Egli l'ha abbondantemente riversata su di noi con ogni sapienza e intelligenza, poiché egli ci ha fatto conoscere il mistero della sua volontà, secondo quanto nella sua benevolenza aveva in lui prestabilito per realizzarlo nella pienezza dei tempi: il disegno cioè di ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra. In lui siamo stati fatti anche eredi, essendo stati predestinati secondo il piano di colui che tutto opera efficacemente conforme alla sua volontà, perché noi fossimo a lode della sua gloria, noi, che per primi abbiamo sperato in Cristo. In lui anche voi, dopo aver ascoltato la parola della verità, il vangelo della vostra salvezza e avere in esso creduto, avete ricevuto il suggello dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è caparra della nostra eredità, in attesa della completa redenzione di coloro che Dio si è acquistato, a lode della sua gloria.

Lu 21 Set : Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 9,9-17.
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In quel tempo, Gesù passando, vide un uomo, seduto al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse: «Seguimi».

Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre Gesù sedeva a mensa in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e si misero a tavola con lui e con i discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Perché il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Gesù li udì e disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio.

Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori». Allora gli si accostarono i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché, mentre noi e i farisei digiuniamo, i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto mentre lo sposo è con loro? Verranno però i giorni quando lo sposo sarà loro tolto e allora digiuneranno. Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo squarcia il vestito e si fa uno strappo peggiore. Né si mette vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si rompono gli otri e il vino si versa e gli otri van perduti.

Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l'uno e gli altri si conservano».

Lu 21 Set : Giovanni Taulero
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Nostro Signore disse a san Matteo: "Seguimi".

Questo amabile santo è stato un modello per tutti gli uomini.

Prima era stato un gran peccatore, secondo ciò che il vangelo dice di lui, poi è diventato uno dei grandi fra tutti gli amici di Dio.

Nostro Signore infatti gli ha parlato nell'intimo del suo essere, per questo egli abbandonò tutto per seguire il Maestro. Seguire Dio nella verità: sta tutto qui, e per compiere questo, occorre veramente e completamente abbandonare ogni cosa che non è Dio, qualunque essa sia.

Dio è innamorato del cuore; non si interessa a ciò che è esteriore, ma vuole da noi una devozione interiore viva.

Tale devozione ha in sé più verità di quella che avrei se facessi tante preghiere quante ne fa il mondo intero, o se cantassi così forte che il mio canto arrivasse al cielo, più verità di quanto potrei fare esteriormente in digiuni, veglie e altre pratiche.

Da 20 Set : Libro di Isaia 63,19b.64,1-10.
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Siamo diventati come coloro su cui tu non hai mai dominato, sui quali il tuo nome non è stato mai invocato.

Se tu squarciassi i cieli e scendessi! Davanti a te sussulterebbero i monti. Come il fuoco incendia le stoppie e fa bollire l'acqua, così il fuoco distrugga i tuoi avversari, perché si conosca il tuo nome fra i tuoi nemici.

Davanti a te tremavano i popoli, quando tu compivi cose terribili che non attendevamo, di cui non si udì parlare da tempi lontani.

Orecchio non ha sentito, occhio non ha visto che un Dio, fuori di te, abbia fatto tanto per chi confida in lui. Tu vai incontro a quanti praticano la giustizia e si ricordano delle tue vie.

Ecco, tu sei adirato perché abbiamo peccato contro di te da lungo tempo e siamo stati ribelli. Siamo divenuti tutti come una cosa impura e come panno immondo sono tutti i nostri atti di giustizia tutti siamo avvizziti come foglie, le nostre iniquità ci hanno portato via come il vento. Nessuno invocava il tuo nome, nessuno si riscuoteva per stringersi a te; perché tu avevi nascosto da noi il tuo volto, ci hai messo in balìa della nostra iniquità. Ma, Signore, tu sei nostro padre; noi siamo argilla e tu colui che ci dà forma, tutti noi siamo opera delle tue mani. Signore, non adirarti troppo, non ricordarti per sempre dell'iniquità.

Ecco, guarda: tutti siamo tuo popolo. Le tue città sante sono un deserto, un deserto è diventata Sion, Gerusalemme una desolazione. Il nostro tempio, santo e magnifico, dove i nostri padri ti hanno lodato, è divenuto preda del fuoco; tutte le nostre cose preziose sono distrutte.

Da 20 Set : Salmi 77(76),3-4.6-9.14.16.
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Nel giorno dell'angoscia io cerco ilSignore, tutta la notte la mia mano è tesa e non si stanca; io rifiuto ogni conforto. Mi ricordo di Dio e gemo, medito e viene meno il mio spirito. Ripenso ai giorni passati, ricordo gli anni lontani. Un canto nella notte mi ritorna nel cuore: rifletto e il mio spirito si va interrogando. Forse Dio ci respingerà per sempre, non sarà più benevolo con noi? È forse cessato per sempre il suo amore, è finita la sua promessa per sempre? O Dio, santa è la tua via; quale dio è grande come il nostro Dio? È il tuo braccio che ha salvato il tuo popolo, i figli di Giacobbe e di Giuseppe.

Da 20 Set : Lettera agli Ebrei 9,1-12.
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Certo, anche la prima alleanza aveva norme per il culto e un santuario terreno. Fu costruita infatti una Tenda: la prima, nella quale vi erano il candelabro, la tavola e i pani dell'offerta: essa veniva chiamata il Santo. Dietro il secondo velo poi c'era una Tenda, detta Santo dei Santi, con l'altare d'oro per i profumi e l'arca dell'alleanza tutta ricoperta d'oro, nella quale si trovavano un'urna d'oro contenente la manna, la verga di Aronne che aveva fiorito e le tavole dell'alleanza. E sopra l'arca stavano i cherubini della gloria, che facevano ombra al luogo dell'espiazione.

Di tutte queste cose non è necessario ora parlare nei particolari. Disposte in tal modo le cose, nella prima Tenda entrano sempre i sacerdoti per celebrarvi il culto; nella seconda invece solamente il sommo sacerdote, una volta all'anno, e non senza portarvi del sangue, che egli offre per se stesso e per i peccati involontari del popolo. Lo Spirito Santo intendeva così mostrare che non era ancora aperta la via del santuario, finché sussisteva la prima Tenda. Essa infatti è una figura per il tempo attuale, offrendosi sotto di essa doni e sacrifici che non possono rendere perfetto, nella sua coscienza, l'offerente, trattandosi solo di cibi, di bevande e di varie abluzioni, tutte prescrizioni umane, valide fino al tempo in cui sarebbero state riformate. Cristo invece, venuto come sommo sacerdote di beni futuri, attraverso una Tenda più grande e più perfetta, non costruita da mano di uomo, cioè non appartenente a questa creazione, non con sangue di capri e di vitelli, ma con il proprio sangue entrò una volta per sempre nel santuario, procurandoci così una redenzione eterna.

Da 20 Set : Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 6,24-35.
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Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafarnao alla ricerca di Gesù. Trovatolo di là dal mare, gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?». Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell'uomo vi darà.

Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?». Gesù rispose: «Questa è l'opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato». Allora gli dissero: «Quale segno dunque tu fai perché vediamo e possiamo crederti? Quale opera compi? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità vi dico: non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo, quello vero; il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete.

Da 20 Set : Beato Jan van Ruysbroeck
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Ecco il primo segno dell'amore: Gesù ci ha dato da mangiare la sua carne e da bere il suo sangue.

Una cosa inaudita, che richiede da noi ammirazione e stupore.

È la caratteristica dell'amore dare sempre e ricevere sempre.

Ora, l'amore di Gesù è nello stesso tempo prodigo e avido.

Tutto ciò che ha, tutto ciò che è, lo dà; tutto ciò che noi abbiamo, tutto ciò che noi siamo, lui lo prende. Ha una fame immensa...

Quanto più il nostro amore lo lascia agire, tanto più lo gustiamo con ampiezza.

Ha una fame immensa, insaziabile.

Sa bene che siamo poveri, ma non ne tiene alcun conto.

In noi, lui stesso si fa pane, facendo scomparire dapprima, nel suo amore, vizi, colpe e peccati.

Poi, quando vede che siamo puri, viene, avido, per prendere la nostra vita e cambiarla con la sua, la nostra piena di peccati, la sua piena di grazia e di gloria, tutta pronta per noi, se soltanto rinunciamo a noi stessi (Mt 16,24)...

Quanti amano mi capiranno.

Ci ha fatto il dono di una fame e di una sete eterne. A questa fame e a questa sete, dà in cibo il suo corpo e il suo sangue.

Quando li riceviamo con abnegazione interiore, il suo sangue, pieno di calore e di gloria, scorre da Dio nelle nostre vene.

Il fuoco si accende dentro di noi e il gusto spirituale ci penetra l'anima e il corpo, il gusto e il desiderio.

Ci dà di assomigliare alle sue virtù; vive in noi e noi viviamo in lui.


Rito romano

Da Evangelizo.org:

Ma 22 Set : Libro de Proverbi 21,1-6.10-13.
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Il cuore del re è un canale d'acqua in mano al Signore: lo dirige dovunque egli vuole. Agli occhi dell'uomo tutte le sue vie sono rette, ma chi pesa i cuori è il Signore. Praticare la giustizia e l'equità per il Signore vale più di un sacrificio. Occhi alteri e cuore superbo, lucerna degli empi, è il peccato. I piani dell'uomo diligente si risolvono in profitto, ma chi è precipitoso va verso l'indigenza. Accumular tesori a forza di menzogne è vanità effimera di chi cerca la morte. L'anima del malvagio desidera far il male e ai suoi occhi il prossimo non trova pietà. Quando il beffardo vien punito, l'inesperto diventa saggio e quando il saggio viene istruito, accresce il sapere. Il Giusto osserva la casa dell'empio e precipita gli empi nella sventura. Chi chiude l'orecchio al grido del povero invocherà a sua volta e non otterrà risposta.

Ma 22 Set : Salmi 119(118),1.27.30.34.35.44.
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Beato l'uomo di integra condotta, che cammina nella legge del Signore. Fammi conoscere la via dei tuoi precetti e mediterò i tuoi prodigi. Ho scelto la via della giustizia, mi sono proposto i tuoi giudizi. Dammi intelligenza, perché io osservi la tua legge e la custodisca con tutto il cuore. Dirigimi sul sentiero dei tuoi comandi, perché in esso è la mia gioia. Custodirò la tua legge per sempre, nei secoli, in eterno.

Ma 22 Set : Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 8,19-21.
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In quel tempo, andarono a trovare Gesù la madre e i fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. Gli fu annunziato: «Tua madre e i tuoi fratelli sono qui fuori e desiderano vederti». Ma egli rispose: « Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica ».

Ma 22 Set : Guglielmo di Saint-Thierry
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Io sono impudente e temerario, tu il mio aiuto e sostegno per sempre, tu che non ti stanchi mai! Ma è l'amore del tuo amore che mi spinge a cercare il tuo volto.

Tu mi vedi e io non ti vedo, ma mi hai dato il desiderio di te e mi hai dato tutto ciò che ti piace in me.

E tu perdoni subito questo cieco che corre da te; gli dai la mano appena lo vedi inciampare. Ma ecco, nel profondo della mia anima, la voce della tua testimonianza si fa sentire e risponde al mio desiderio.

Essa rimbomba, scuote tutto ciò che è in me e i miei occhi interiori sono accecati dall'abbagliante luminosità della tua verità.

Mi ricorda che l'uomo non può vederti e vivere (Es 33,20).

Io, nell'abisso del mio peccato, non sono ancora riuscito a morire a me stesso per vivere solo per te (2 Cor 5,15).

Tuttavia, secondo la tua parola e per tuo dono, mi reggo sulla roccia della fede in te, la fede cristiana, in questo luogo che è veramente vicino a te (Es 33,21).

Sostenuto da questa fede paziento, per quanto mi è possibile, nell'attesa e mi stringo alla tua destra, che mi abbraccia e mi custodisce (Sap 5,16). A volte, quando contemplo e cerco di vedere, vedo - da dietro (Es 33,23) - chi mi guarda; vedo l'umiltà della vita umana di Cristo tuo Figlio, che passa...

Aspetto il giorno in cui toglierai la mano che mi copre (Es 33,22) e dia la grazia che illumina, affinché un giorno infine..., morto a me stesso e vivo per te, tolto il velo dal mio volto, inizierò a vedere il tuo volto scoperto.

Lu 21 Set : Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini 4,1-7.11-13.
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Fratelli, vi esorto io, il prigioniero nel Signore, a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti. A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. È lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo.

Lu 21 Set : Salmi 19(18),2-3.4-5.
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I cieli narrano la gloria di Dio, e l'opera delle sue mani annunzia il firmamento. Il giorno al giorno ne affida il messaggio e la notte alla notte ne trasmette notizia. Non è linguaggio e non sono parole, di cui non si oda il suono. Per tutta la terra si diffonde la loro voce e ai confini del mondo la loro parola.

Lu 21 Set : Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 9,9-13.
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In quel tempo, Gesù passando, vide un uomo, seduto al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse: «Seguimi».

Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre Gesù sedeva a mensa in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e si misero a tavola con lui e con i discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Perché il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Gesù li udì e disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio.

Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».

Lu 21 Set : Giovanni Taulero
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Nostro Signore disse a san Matteo: "Seguimi".

Questo amabile santo è stato un modello per tutti gli uomini.

Prima era stato un gran peccatore, secondo ciò che il vangelo dice di lui, poi è diventato uno dei grandi fra tutti gli amici di Dio.

Nostro Signore infatti gli ha parlato nell'intimo del suo essere, per questo egli abbandonò tutto per seguire il Maestro. Seguire Dio nella verità: sta tutto qui, e per compiere questo, occorre veramente e completamente abbandonare ogni cosa che non è Dio, qualunque essa sia.

Dio è innamorato del cuore; non si interessa a ciò che è esteriore, ma vuole da noi una devozione interiore viva.

Tale devozione ha in sé più verità di quella che avrei se facessi tante preghiere quante ne fa il mondo intero, o se cantassi così forte che il mio canto arrivasse al cielo, più verità di quanto potrei fare esteriormente in digiuni, veglie e altre pratiche.

Da 20 Set : Libro di Isaia 55,6-9.
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Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino. L'empio abbandoni la sua via e l'uomo iniquo i suoi pensieri; ritorni al Signore che avrà misericordia di lui e al nostro Dio che largamente perdona. Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie - oracolo del Signore. Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.

Da 20 Set : Salmi 145(144),2-3.8-9.17-18.
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Ti voglio benedire ogni giorno, lodare il tuo nome, Signore, in eterno e per sempre. Grande è il Signore e degno di ogni lode, la sua grandezza non si può misurare. Paziente e misericordioso è il Signore, lento all'ira e ricco di grazia. Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature. Giusto è il Signore in tutte le sue vie, santo in tutte le sue opere. Il Signore è vicino a quanti lo invocano, a quanti lo cercano con cuore sincero.

Da 20 Set : Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi 1,20c-24.27a.
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Fratelli, Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva sia che io muoia. Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno. Ma se il vivere nel corpo significa lavorare con frutto, non so davvero che cosa debba scegliere. Sono messo alle strette infatti tra queste due cose: da una parte il desiderio di essere sciolto dal corpo per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; d'altra parte, è più necessario per voi che io rimanga nella carne. Soltanto però comportatevi da cittadini degni del vangelo.

Da 20 Set : Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 20,1-16a.
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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano sulla piazza disoccupati e disse loro: Andate anche voi nella mia vigna; quello che è giusto ve lo darò.

Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano là e disse loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno oziosi? Gli risposero: Perché nessuno ci ha presi a giornata.

Ed egli disse loro: Andate anche voi nella mia vigna. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: Chiama gli operai e dà loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensavano che avrebbero ricevuto di più.

Ma anch'essi ricevettero un denaro per ciascuno. Nel ritirarlo però, mormoravano contro il padrone dicendo: Questi ultimi hanno lavorato un'ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: Amico, io non ti faccio torto.

Non hai forse convenuto con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare anche a quest'ultimo quanto a te. Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono? Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi».

Da 20 Set : San Gregorio Magno
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Il Signore non cessa mai di mandare degli operai per coltivare la sua vigna...: a cominciare dai patriarchi, poi i dottori della Legge e i profeti, infine gli apostoli, egli lavorava, in un certo senso, per coltivare la sua vigna attraverso i suoi operai.

Tutti coloro che, con vera fede, hanno compiuto delle buone opere, sono stati operai di questa vigna.

(...) Tutti gli operai dell'alba, della terza, della sesta e della nona ora rappresentano, dunque, l'antico popolo ebraico che, impegnandosi...

dall'inizio del mondo a rendere un culto a Dio con vera fede, non ha cessato, per modo di dire, di lavorare alla coltura della vigna.

Ma alla undicesima ora i pagani sono chiamati, e queste parole sono rivolte a loro: «Perché ve ne state qui tutto il giorno oziosi?» Perché durante tutto il lungo arco di tempo attraversato dal mondo, i pagani avevano trascurato di lavorare in vista della vita eterna, ed erano là, in qualche modo, tutto il giorno senza fare niente.

Ma notate, fratelli miei, cosa rispondono alla domanda a loro posta: «Perché nessuno ci ha presi a giornata».

In effetti, nessun patriarca né alcun profeta era venuto a loro.

E cosa vuol dire: «Nessuno ci ha assunto per lavorare» se non «Nessuno ci ha parlato delle vie della vita»? Ma noi, cosa diremo per scusarci, se ci priviamo delle buone opere? Ricordate che abbiamo ricevuto la fede appena usciti dal grembo di nostra madre, ascoltato le parole della vita già nella culla, succhiato al seno della santa Chiesa la bevanda della dottrina celeste allo stesso tempo che il latte materno.


Santa Marta

Omelie di Papa Francesco da Santa Marta, via 'cosa resta del giorno':

Discorsi e omelie di Papa Francesco

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