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Messaggi

da Vaticannews.va:


Rito ambrosiano

Da Evangelizo.org:

Sa 11 Lug : Libro de Proverbi 2,1-9.
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Figlio mio, se tu accoglierai le mie parole e custodirai in te i miei precetti, tendendo il tuo orecchio alla sapienza, inclinando il tuo cuore alla prudenza, se appunto invocherai l'intelligenza e chiamerai la saggezza, se la ricercherai come l'argento e per essa scaverai come per i tesori, allora comprenderai il timore del Signore e troverai la scienza di Dio, perché il Signore dà la sapienza, dalla sua bocca esce scienza e prudenza. Egli riserva ai giusti la sua protezione, è scudo a coloro che agiscono con rettitudine, vegliando sui sentieri della giustizia e custodendo le vie dei suoi amici. Allora comprenderai l'equità e la giustizia, e la rettitudine con tutte le vie del bene,

Sa 11 Lug : Salmi 34(33),13.15.8-10.23.
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C'è qualcuno che desidera la vita e brama lunghi giorni per gustare il bene? Stà lontano dal male e fà il bene, cerca la pace e perseguila. L'angelo del Signore si accampa attorno a quelli che lo temono e li salva. Gustate e vedete quanto è buono il Signore; beato l'uomo che in lui si rifugia. Temete il Signore, suoi santi, nulla manca a coloro che lo temono. Il Signore riscatta la vita dei suoi servi, chi in lui si rifugia non sarà condannato.

Sa 11 Lug : Seconda lettera di san Paolo apostolo a Timoteo 2,1-7.11-13.
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Tu dunque, figlio mio, attingi sempre forza nella grazia che è in Cristo Gesù e le cose che hai udito da me in presenza di molti testimoni, trasmettile a persone fidate, le quali siano in grado di ammaestrare a loro volta anche altri. Insieme con me prendi anche tu la tua parte di sofferenze, come un buon soldato di Cristo Gesù. Nessuno però, quando presta servizio militare, s'intralcia nelle faccende della vita comune, se vuol piacere a colui che l'ha arruolato. Anche nelle gare atletiche, non riceve la corona se non chi ha lottato secondo le regole. L'agricoltore poi che si affatica, dev'essere il primo a cogliere i frutti della terra. Cerca di comprendere ciò che voglio dire; il Signore certamente ti darà intelligenza per ogni cosa. Certa è questa parola: Se moriamo con lui, vivremo anche con lui; se con lui perseveriamo, con lui anche regneremo; se lo rinneghiamo, anch'egli ci rinnegherà; se noi manchiamo di fede, egli però rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso.

Sa 11 Lug : Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 15,1-8.
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«Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete gia mondi, per la parola che vi ho annunziato. Rimanete in me e io in voi.

Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci.

Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.

Sa 11 Lug : Pio XII
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Come invero nei secoli passati le legioni romane marciavano per le vie consolari per assoggettare all'impero di Roma tutte le nazioni, così ora numerose schiere di monaci, le cui armi «non sono carnali, ma potenti in Dio solo» (2Cor 10,4), sono inviate dal sommo pontefice, affinché dilatino felicemente il pacifico regno di Gesù Cristo fino agli estremi confini della terra, non con la spada, non con la forza, non con le stragi, ma con la croce e con l'aratro, con la verità e con l'amore. E dovunque ponevano il loro piede queste inermi schiere, formate di predicatori della dottrina cristiana, di artigiani, di agricoltori e di maestri di scienze umane e divine, ivi stesso le terre boscose e incolte erano solcate dall'aratro; sorgevano le sedi delle arti e delle scienze; gli abitanti dalla loro vita rozza e selvaggia erano educati alla convivenza e alla civiltà sociale, e si faceva brillare davanti a loro l'esempio della dottrina evangelica e la luce della virtù.

Innumerevoli apostoli, accesi di soprannaturale carità, percorsero incognite e turbolente regioni d'Europa, le innaffiarono generosamente del loro sudore e del loro sangue, e ai popoli pacificati portarono la luce della cattolica verità e santità... Difatti non solo l'Inghilterra, la Francia, l'Olanda, la Frisia, la Danimarca, la Germania, la Scandinavia e l'Ungheria, ma anche non poche nazioni slave si vantano dell'apostolato di questi monaci e li annoverano tra le loro glorie e come gli illustri fondatori della loro civiltà.

Ve 10 Lug : Libro di Giosuè 5,2-12.
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In quel tempo il Signore disse a Giosuè: "Fatti coltelli di selce e circoncidi di nuovo gli Israeliti". Giosuè si fece coltelli di selce e circoncise gli Israeliti alla collina Aralot. La ragione per cui Giosuè fece praticare la circoncisione è la seguente: tutto il popolo uscito dall'Egitto, i maschi, tutti gli uomini atti alla guerra, morirono nel deserto dopo l'uscita dall'Egitto; mentre tutto quel popolo che ne era uscito era circonciso, tutto il popolo nato nel deserto, dopo l'uscita dall'Egitto, non era circonciso. Quarant'anni infatti camminarono gli Israeliti nel deserto, finché fu estinta tutta la nazione, cioè gli uomini atti alla guerra usciti dall'Egitto, i quali non avevano ascoltato la voce del Signore e ai quali il Signore aveva giurato di non mostrare loro quella terra, dove scorre latte e miele, che il Signore aveva giurato ai padri di darci, ma al loro posto fece sorgere i loro figli e questi circoncise Giosuè; non erano infatti circoncisi perché non era stata fatta la circoncisione durante il viaggio. Quando si terminò di circoncidere tutta la nazione, rimasero al loro posto nell'accampamento finché furono guariti. Allora il Signore disse a Giosuè: "Oggi ho allontanato da voi l'infamia d'Egitto".

Quel luogo si chiamò Gàlgala fino ad oggi. Si accamparono dunque in Gàlgala gli Israeliti e celebrarono la pasqua al quattordici del mese, alla sera, nella steppa di Gerico. Il giorno dopo la pasqua mangiarono i prodotti della regione, azzimi e frumento abbrustolito in quello stesso giorno. La manna cessò il giorno dopo, come essi ebbero mangiato i prodotti della terra e non ci fu più manna per gli Israeliti; in quell'anno mangiarono i frutti della terra di Cànaan.

Ve 10 Lug : Salmi 47(46),9a.2-5.9-10.
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Dio regna sui popoli, Dio siede sul suo trono santo. Applaudite, popoli tutti, acclamate Dio con voci di gioia; perché terribile è il Signore, l'Altissimo, re grande su tutta la terra. Egli ci ha assoggettati i popoli, ha messo le nazioni sotto i nostri piedi. La nostra eredità ha scelto per noi, vanto di Giacobbe suo prediletto. Dio regna sui popoli, Dio siede sul suo trono santo. I capi dei popoli si sono raccolti con il popolo del Dio di Abramo, perché di Dio sono i potenti della terra: egli è l'Altissimo.

Ve 10 Lug : Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 9,23-27.
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Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà. Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso? Chi si vergognerà di me e delle mie parole, di lui si vergognerà il Figlio dell'uomo, quando verrà nella gloria sua e del Padre e degli angeli santi. In verità vi dico: vi sono alcuni qui presenti, che non morranno prima di aver visto il regno di Dio».

Ve 10 Lug : San Francesco di Sales
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L'amore che abbiamo per noi stessi (...) è affettivo ed effettivo.

L'amore effettivo è quello che possiedono i grandi, ambiziosi di onore e ricchezze, che si procurano un'infinità di beni e non sono mai sazi di acquistarne: questi - dico io - si amano molto di questo amore effettivo.

Ma ce ne sono altri che si amano di più dell'amore affettivo: questi sono molto teneri con se stessi e non fanno altro che coccolarsi, curarsi e cercar conforto: hanno una tale paura di tutto ciò che potrebbe far loro male, che fanno una grande pena.

(...) Questo atteggiamento è tanto più insopportabile quando riguarda le cose spirituali, piuttosto che quelle corporali; soprattutto se è praticato o reiterato dalle persone più spirituali, che vorrebbero esser sante subito, senza che costi loro nulla, nemmeno la lotta provocata dalla parte inferiore dell'anima per la ripugnanza verso ciò che è contro natura.

(...) Ripugnare ciò che ci fa ribrezzo, far tacere le nostre preferenze, mortificare gli affetti, mortificare giudizi e rinunciare alla propria volontà è una cosa che l'amore effettivo e tenero che abbiamo in noi non può permettersi senza gridare: quanto costa! E così non facciamo nulla.

(...) Meglio portare una piccola croce di paglia messami sulle spalle senza che lo scegliessi, che andare a tagliarne una ben più grande nel legno con molto lavoro e portarla poi con gran pena.

E sarò più gradito a Dio con la croce di paglia che con quella che mi sarei fabbricato con più pena e sudore, e che porterei con più soddisfazione a causa dell'amor proprio che si compiace tanto delle sue invenzioni e molto poco a lasciarsi semplicemente guidare e condurre.

Gi 9 Lug : Libro di Giosuè 4,19-24.5,1.
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Il popolo salì dal Giordano il dieci del primo mese e si accampò in Gàlgala, dalla parte orientale di Gerico. Quelle dodici pietre che avevano portate dal Giordano, Giosuè le eresse in Gàlgala. Si rivolse poi agli Israeliti: "Quando domani i vostri figli interrogheranno i loro padri: Che cosa sono queste pietre?, farete sapere ai vostri figli: All'asciutto Israele ha attraversato questo Giordano, poiché il Signore Dio vostro prosciugò le acque del Giordano dinanzi a voi, finché foste passati, come fece il Signore Dio vostro al Mare Rosso, che prosciugò davanti a noi finché non fummo passati; perché tutti i popoli della terra sappiano quanto è forte la mano del Signore e temiate il Signore Dio vostro, per sempre". Quando tutti i re degli Amorrèi, che sono oltre il Giordano ad occidente, e tutti i re dei Cananei, che erano presso il mare, seppero che il Signore aveva prosciugato le acque del Giordano davanti agli Israeliti, finché furono passati, si sentirono venir meno il cuore e non ebbero più fiato davanti agli Israeliti.

Gi 9 Lug : Salmi 113(112),1-6.
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Alleluia.

Lodate, servi del Signore, lodate il nome del Signore. Sia benedetto il nome del Signore, ora e sempre. Dal sorgere del sole al suo tramonto sia lodato il nome del Signore. Su tutti i popoli eccelso è il Signore, più alta dei cieli è la sua gloria. Chi è pari al Signore nostro Dio che siede nell'alto e si china a guardare nei cieli e sulla terra?

Gi 9 Lug : Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 9,18-22.
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Un giorno, mentre Gesù si trovava in un luogo appartato a pregare e i discepoli erano con lui, pose loro questa domanda: «Chi sono io secondo la gente?». Essi risposero: «Per alcuni Giovanni il Battista, per altri Elia, per altri uno degli antichi profeti che è risorto». Allora domandò: «Ma voi chi dite che io sia?».

Pietro, prendendo la parola, rispose: «Il Cristo di Dio». Egli allora ordinò loro severamente di non riferirlo a nessuno. «Il Figlio dell'uomo, disse, deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno».

Gi 9 Lug : San Giovanni Crisostomo
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All'avvicinarsi della sua morte, il Salvatore diceva : «Padre, è giunta l'ora, glorifica il Figlio tuo» (Gv 17, 1).

Ora, la sua gloria è la croce.

Come dunque avrebbe potuto cercare di evitare quello che prima aveva chiesto? Il Vangelo ci insegna che la sua gloria è la croce dicendo: «Non c'era ancora lo Spirito Santo, perché Gesù non era stato ancora glorificato» (Gv 7, 39).

Il senso di tale parola è questo: non c'era ancora la grazia, perché Cristo non era ancora salito sulla croce per riconciliare Dio e gli uomini.

Infatti è stata la croce a riconciliare gli uomini con Dio, a fare della terra un cielo, a riunire gli uomini e gli angeli.

Ha rovesciato la cittadella della morte, distrutto il potere del demonio, liberato la terra dall'errore, posto le fondamenta della Chiesa.

La croce è la volontà del Padre, la gloria del Figlio, l'esultanza dello Spirito Santo.

È il vanto di san Paolo: «Quanto a me, non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo» (Ga 6, 14).


Rito romano

Da Evangelizo.org:

Sa 11 Lug : Libro de Proverbi 2,1-9.
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Figlio mio, se tu accoglierai le mie parole e custodirai in te i miei precetti, tendendo il tuo orecchio alla sapienza, inclinando il tuo cuore alla prudenza, se appunto invocherai l'intelligenza e chiamerai la saggezza, se la ricercherai come l'argento e per essa scaverai come per i tesori, allora comprenderai il timore del Signore e troverai la scienza di Dio, perché il Signore dà la sapienza, dalla sua bocca esce scienza e prudenza. Egli riserva ai giusti la sua protezione, è scudo a coloro che agiscono con rettitudine, vegliando sui sentieri della giustizia e custodendo le vie dei suoi amici. Allora comprenderai l'equità e la giustizia, e la rettitudine con tutte le vie del bene.

Sa 11 Lug : Salmi 34(33),2-3.4-5.6-7.8-9.10-11.
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Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode. Io mi glorio nel Signore, ascoltino gli umili e si rallegrino. Celebrate con me il Signore, esaltiamo insieme il suo nome. Ho cercato il Signore e mi ha risposto e da ogni timore mi ha liberato. Guardate a lui e sarete raggianti, non saranno confusi i vostri volti. Questo povero grida e il Signore lo ascolta, lo libera da tutte le sue angosce. L'angelo del Signore si accampa attorno a quelli che lo temono e li salva. Gustate e vedete quanto è buono il Signore; beato l'uomo che in lui si rifugia. Temete il Signore, suoi santi, nulla manca a coloro che lo temono. I ricchi impoveriscono e hanno fame, ma chi cerca il Signore non manca di nulla.

Sa 11 Lug : Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 19,27-29.
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In quel tempo, Pietro, disse a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne otterremo?». E Gesù disse loro: «In verità vi dico: voi che mi avete seguito, nella nuova creazione, quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù di Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».

Sa 11 Lug : Pio XII
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Come invero nei secoli passati le legioni romane marciavano per le vie consolari per assoggettare all'impero di Roma tutte le nazioni, così ora numerose schiere di monaci, le cui armi «non sono carnali, ma potenti in Dio solo» (2Cor 10,4), sono inviate dal sommo pontefice, affinché dilatino felicemente il pacifico regno di Gesù Cristo fino agli estremi confini della terra, non con la spada, non con la forza, non con le stragi, ma con la croce e con l'aratro, con la verità e con l'amore. E dovunque ponevano il loro piede queste inermi schiere, formate di predicatori della dottrina cristiana, di artigiani, di agricoltori e di maestri di scienze umane e divine, ivi stesso le terre boscose e incolte erano solcate dall'aratro; sorgevano le sedi delle arti e delle scienze; gli abitanti dalla loro vita rozza e selvaggia erano educati alla convivenza e alla civiltà sociale, e si faceva brillare davanti a loro l'esempio della dottrina evangelica e la luce della virtù.

Innumerevoli apostoli, accesi di soprannaturale carità, percorsero incognite e turbolente regioni d'Europa, le innaffiarono generosamente del loro sudore e del loro sangue, e ai popoli pacificati portarono la luce della cattolica verità e santità... Difatti non solo l'Inghilterra, la Francia, l'Olanda, la Frisia, la Danimarca, la Germania, la Scandinavia e l'Ungheria, ma anche non poche nazioni slave si vantano dell'apostolato di questi monaci e li annoverano tra le loro glorie e come gli illustri fondatori della loro civiltà.

Ve 10 Lug : Libro di Osea 14,2-10.
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Così dice il Signore: « Torna dunque, Israele, al Signore tuo Dio, poiché hai inciampato nella tua iniquità. Preparate le parole da dire e tornate al Signore; ditegli: "Togli ogni iniquità: accetta ciò che è bene e ti offriremo il frutto delle nostre labbra. Assur non ci salverà, non cavalcheremo più su cavalli, nè chiameremo più dio nostro l'opera delle nostre mani, poiché presso di te l'orfano trova misericordia". Io li guarirò dalla loro infedeltà, li amerò di vero cuore, poiché la mia ira si è allontanata da loro. Sarò come rugiada per Israele; esso fiorirà come un giglio e metterà radici come un albero del Libano, si spanderanno i suoi germogli e avrà la bellezza dell'olivo e la fragranza del Libano. Ritorneranno a sedersi alla mia ombra, faranno rivivere il grano, coltiveranno le vigne, famose come il vino del Libano. Efraim, che ha ancora in comune con gl'idoli? Io l'esaudisco e veglio su di lui; io sono come un cipresso sempre verde, grazie a me si trova frutto. Chi è saggio comprenda queste cose, chi ha intelligenza le comprenda; poiché rette sono le vie del Signore, i giusti camminano in esse, mentre i malvagi v'inciampano ».

Ve 10 Lug : Salmi 51(50),3-4.8-9.12-13.14.17.
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Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; nella tua grande bontà cancella il mio peccato. Lavami da tutte le mie colpe, mondami dal mio peccato. Ma tu vuoi la sincerità del cuore e nell'intimo m'insegni la sapienza. Purificami con issopo e sarò mondo; lavami e sarò più bianco della neve. Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo. Non respingermi dalla tua presenza e non privarmi del tuo santo spirito. Rendimi la gioia di essere salvato, sostieni in me un animo generoso. Signore, apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode.

Ve 10 Lug : Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 10,16-23.
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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. E quando vi consegneranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire, perché vi sarà suggerito in quel momento ciò che dovrete dire: non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. Il fratello darà a morte il fratello e il padre il figlio, e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire. E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi persevererà sino alla fine sarà salvato». Quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un'altra; in verità vi dico: non avrete finito di percorrere le città di Israele, prima che venga il Figlio dell'uomo.

Ve 10 Lug : Santa Caterina da Siena
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Santissimo e reverendissimo Padre in Cristo, il dolce Gesù, la vostra indegna e misera figlia Caterina si raccomanda a voi nel suo prezioso sangue, col desiderio di vedere il vostro cuore fermo e incrollabile nella vera e perfetta pazienza, considerando che un cuore debole, mutevole e senza pazienza, non potrà mai riuscire a compiere le grandi opere di Dio.

(...) Più pesante è il vostro fardello, più forte deve essere il vostro cuore, coraggioso e senza paura per le cose che possono accadere a voi.

Sapete bene, santissimo Padre, che prendendo la Chiesa come sposa, vi siete impegnato a soffrire per essa i venti contrari, le pene, le tribolazioni che vi attaccheranno per lei.

Bene, allora andate, da uomo coraggioso, di fronte a queste tempeste, con forza, pazienza e perseveranza; che il dolore non vi faccia mai guardare indietro per sorpresa e per paura; ma perseverate e rallegratevi in mezzo ai pericoli e alle battaglie, perché il vostro cuore si rallegri nel vedere l’opera di Dio compiuta in mezzo agli ostacoli che si sono presentati e che si presenteranno. È sempre così; la persecuzione della Chiesa, o le tribolazioni dell'anima virtuosa, finiscono sempre con la pace, che meritano la vera pazienza e la perseveranza, a cui è riservata la corona della gloria.

Questo è il rimedio, ed è per questo che vi ho detto, santissimo Padre, che desideravo vedervi un cuore fermo e incrollabile, protetto da una vera e santa pazienza.

Gi 9 Lug : Libro di Osea 11,1-4.8c-9.
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Quando Israele era giovinetto, io l'ho amato e dall'Egitto ho chiamato mio figlio. Ma più li chiamavo, più si allontanavano da me; immolavano vittime ai Baal, agli idoli bruciavano incensi. Ad Efraim io insegnavo a camminare tenendolo per mano, ma essi non compresero che avevo cura di loro. Io li traevo con legami di bontà, con vincoli d'amore; ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia; mi chinavo su di lui per dargli da mangiare. Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo freme di compassione. Non darò sfogo all'ardore della mia ira, non tornerò a distruggere Efraim, perchè sono Dio e non uomo; sono il Santo in mezzo a te e non verrò nella mia ira.

Gi 9 Lug : Salmi 80(79),2ac.3bc.15-16.
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Tu, pastore d'Israele, ascolta, assiso sui cherubini rifulgi! Risveglia la tua potenza e vieni in nostro soccorso. Dio degli eserciti, volgiti, guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna, proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato, il germoglio che ti sei coltivato.

Gi 9 Lug : Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 10,7-15.
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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Andate, predicate che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni.

Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date». Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché l'operaio ha diritto al suo nutrimento. In qualunque città o villaggio entriate, fatevi indicare se vi sia qualche persona degna, e lì rimanete fino alla vostra partenza. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne sarà degna, la vostra pace scenda sopra di essa; ma se non ne sarà degna, la vostra pace ritorni a voi». Se qualcuno poi non vi accoglierà e non darà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dai vostri piedi. In verità vi dico, nel giorno del giudizio il paese di Sòdoma e Gomorra avrà una sorte più sopportabile di quella città».

Gi 9 Lug : Liturgia bizantina
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Diacono: In pace, preghiamo il Signore.

Tutti: Pietà Signore. Per la pace dall'alto e la salvezza delle nostre anime, preghiamo il Signore.

- Pietà Signore. Per la pace del mondo intero, la stabilità delle sante Chiese di Dio e l'unità di tutti, preghiamo il Signore.

- Pietà Signore. Per questa santa casa, coloro che vi entrano con fede, pietà e timor di Dio, preghiamo il Signore.

- Pietà Signore. Per il nostro Padre e beato patriarca N., il nostro vescovo N., l'ordine venerabile dei sacerdoti, il diaconato in Cristo, per tutto il clero e il popolo, preghiamo il Signore.

- Pietà Signore. Per il nostro paese e coloro che lo governano e in particolare per i servi di Dio NN..., preghiamo il Signore.

- Pietà Signore. Per questa città (o "questo villaggio" o "questo santo monastero"), per ogni città e contrada e i fedeli che vi abitano, preghiamo il Signore.

- Pietà Signore. Per un tempo favorevole, l'abbondanza di frutti della terra e di giorni di pace, preghiamo il Signore.

- Pietà Signore. Per chi è in mare o in cielo, per i viandanti, i malati, gli afflitti, i prigionieri, per tutti coloro che soffrono e per la salvezza di tutti, preghiamo il Signore.

- Pietà Signore. Perché ci liberi da ogni pena, collera, pericolo e necessità, preghiamo il Signore.

- Pietà Signore. Aiutaci, salvaci, abbi pietà di noi e custodiscici, Dio con la tua grazia.

- Pietà Signore. ********** Fatta memoria di tutti i santi, ancora e ancora in pace preghiamo il Signore.

– Pietà Signore... Che questo giorno intero sia perfetto, santo e senza peccato, chiediamolo al Signore.

- Accordacelo, Signore. Un angelo di pace, guida fedele, guardiano dell'anima e del corpo, chiediamolo al Signore.

- Accordacelo, Signore. Perdono e remissione dei peccati e trasgressioni, chiediamolo al Signore.

- Accordacelo, Signore. Ciò che è buono e utile all'anima e la pace nel mondo, chiediamolo al Signore.

- Accordacelo, Signore. Per compiere il resto della vita nella pace e nella penitenza, chiediamolo al Signore.

- Accordacelo, Signore. Una morte cristiana, senza dolore, senza vergogna, nella pace, e la giustificazione davanti al suo temibile trono, chiediamolo al Signore.

- Accordacelo, Signore. Dopo aver chiesto l'unità di fede e la comunione dello Spirito Santo, affidiamoci noi stessi, gli uni gli altri, e tutta la vita a Cristo nostro Dio.

- A te, Signore.


Santa Marta

Omelie di Papa Francesco da Santa Marta, via 'cosa resta del giorno':

Discorsi e omelie di Papa Francesco

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